Laici che parlano di lei

Chiara M., ex infermiera di Trento  colpita da una malattia rara e incurabile che l’ha costretta su una sedia a rotelle, autrice dei libri  “Crudele dolcissimo amore” e “Oscura Luminosissima notte”, scrive a Paolo ad agosto 2006: “Per me è difficile scrivere a mano e anche al computer. Ci tengo però ad assicurarvi anch’io la mia preghiera e il mio sostegno per tutto quello che fate per Anna Maria. Sono stata proprio contenta di conoscere la vostra storia.

Il commento di un’amica del nostro Gruppo di Spiritualità Familiare, Rosa Picotti Bertelè, amica per oltre vent’anni: «La provenienza dall’ambiente e dalla formazione scout ne segnava il comportamento, soprattutto per l’estrema semplicità; Anna Maria era al di sopra di qualsiasi futile interesse o pregiudizio, ma dai suoi modi e atteggiamenti quasi austeri eppure sereni e spesso allegri traspariva una finezza interiore, culturale e spirituale, decisamente straordinaria. Incantava in lei la fede adamantina e la costanza nella preghiera, nella lettura della Parola e dei documenti ecclesiali e nella meditazione personale e familiare, tanto da lasciare me, mio marito e le altre coppie componenti il gruppo pervasi da un senso di inferiorità e dal bisogno di rivedere le nostre posizioni e le nostre abitudini in questo fondamentale campo. […] E ora che non la vediamo più con quel suo atteggiamento e aspetto ancora di ragazza sportiva e schiva delle apparenze, e non ne sentiamo gli acuti interventi nelle nostre riunioni, ci rendiamo conto del vuoto lasciato da lei, ma anche delle grazie ricevute attraverso il suo esempio e la sua convinta e convincente parola».

mamma papa e cristianaAnna Perale e Giuseppe Scudero, capi scout d’Italia (Agesci), Roma: «Abbiamo letto con emozione la storia di Anna Maria… Ha saputo rendere straordinario un percorso esistenziale di “normale” laicità… La sua storia conferma la ragione d’impegno dello scoutismo».

Prof. Maria Teresa Brambilla, insegnante e pubblicista, Milano: «L’immagine di Anna Maria che ne esce [dal libro, ndr] è fresca, viva, esemplare. È edificante perché è a portata di mano, senza tratti sensazionali, ma in un contesto quotidiano di vera santità».

Sull’esperienza lavorativa, la testimonianza del suo direttore in Ghia: «Anna Maria di trasparente non aveva soltanto gli occhi, come qualcuno ha scritto, ma lo era proprio tutta. Non avrebbe mai potuto – né del resto voluto – mentire, per esempio, lo si vedeva subito. Era sempre disponibile, per tutti dolcissima, e nello stesso tempo sosteneva i “princìpi fondamentali”, quei pochi che in fondo regolano la nostra vita di tutti i giorni, con una cocciutaggine insospettata. Il suo nobile comportamento fu esemplare, in ogni circostanza; alla Ghia rappresentò un faro per gli altri, era amica di tutti, il che, in qualunque ambiente, è sempre raro. Sicché, quando ci lasciò, fu una perdita sentita, in molti sensi. Allora, con rammarico l’abbiamo perduta una prima volta; adesso sappiamo che è per sempre. Ma forse non è proprio così»..

Nel 1990, il medico di famiglia dott. Sergio Ferlini:

dott-Sergio-Ferlini«Sempre pronta al dialogo, angelo della casa e della famiglia, era sempre pronta a qualunque sacrificio a favore degli altri, trascurando se stessa […] con grande senso di responsabilità, al di là dell’umano […]. Colpita dalle vicissitudini della vita, l’ho sempre vista serena, non lamentandosi mai delle situazioni spiacevoli per malattia, problemi di casa e di famiglia. Mi ascoltava e faceva tesoro delle cognizioni tecniche che potevo suggerirle, pronta poi ad allargare le sue conoscenze, approfondendo ogni cosa, tramite i libri e gli interventi specialistici. Non lasciava nulla al caso, sia che riguardasse i suoi famigliari, sia che riguardasse altre personeAveva il vezzo di usare i prodotti naturali, non tanto per snobbare la farmaceutica, ma nel convincimento intimo che la natura potesse aiutare la natura stessa».

Un’ex allieva di catechismo, Cristina Ciceri, scrive: «Ho avuto poi un’altra occasione per conoscere la grande attenzione di Anna Maria agli altri qualche mese fa, quando finalmente sono riuscita a vincere l’emozione di leggere durante la Messa e Anna Maria, che era presente quel giorno e che conosceva la mia piccola difficoltà, si è girata verso di me, allo scambio della pace, e mi ha stretto la mano con un entusiasmo e con un sorriso sulle labbra, che mi ha rallegrato, espressione della sua soddisfazione per quella piccola paura che avevo vinto. Per me quella stretta di mano e quel sorriso rimangono sempre un incoraggiamento ad affrontare con coraggio e serenità le difficoltà che si presentano nella vita».

Un’amica del Consiglio Decanale per la Famiglia, Sandra Galfetti Brambilla: «Oggi è il giorno di tutti i Santi; per spiegare ai miei figli chi sono i Santi ho parlato di lei, di Anna Maria. Ho così portato loro l’esempio di come oggi sia possibile, pur senza essere perseguitati o martiri, dare la vita per gli altri. Grazie ancora, Anna Maria!».

Un’amica di gioventù, Maria Barbara Ponti Viara, rimasta amica sempre, anche nella rarefazione degl’incontri: «Penso che le persone come Anna Maria siano senza tempo, dilatate nell’amore di Dio che in loro diventa concreto. Ho sempre ammirato e cercato di imitare la sua incrollabile speranza nella misericordia divina, il suo totale fiducioso abbandono alla Provvidenza che ha cura anche deancora montagna 1988i passeri».

Il giudice tutelare delle nostre due figlie minori, affiliate: «Ricordo la Sua Signora come una delle poche persone che si preoccupano di gravi situazioni al di fuori della propria famiglia e che per andare incontro alle stesse sacrificano tempo e denaro senza chiedere nulla a nessuno».

Una “collega” dell’Associazione Genitori, Donata Terraneo Farina: «[…] una donna eccezionale, limpida, gioiosa, serena come solo una persona in pace con se stessa, al servizio degli altri e in grazia di Dio sa essere. È questo che traspariva dal suo viso ogni volta che la incontravo; c’era nel suo volto una luce particolare. […] Molto spesso, ultimamente, mi ritrovo a pensare, in momenti di particolare difficoltà o stanchezza, a come avrebbe agito sua moglie e, mi creda, questo mi aiuta a sentirmi meglio».

Un’amica dell’Équipe di Como, Elena Bianchi Crosato, in una lettera rivolta ad Anna Maria, post mortem: «“Come è andata l’operazione? Abbiamo pregato tanto, tutti quanti!”. Sentiamo ancora la tua voce affettuosa che si interessava della salute di Sandro […]. Grande era la tua convinzione sul valore della preghiera: ci hai detto che anche Pietro, in carcere, fu liberato grazie alle preghiere che la Chiesa elevava incessantemente per lui. E tu credevi fermamentee pregavi con tanta fede! Grazie, Anna Maria! Sì, Anna Maria, le preghiere tue e di tutti davvero ci hanno aiutato a superare momenti veramente difficili. E tu, sempre pronta ad aiutare chi era nel bisogno, sempre pronta a partecipare alla gioia e alla sofferenza di ognuno, sempre pronta ad amare di quell’amore di Cristo, ti sei messa sulle spalle anche la nostra croce. Grazie, Anna Maria, per il tuo amore, grazie per i tuoi consigli, grazie per l’esempio che ci hai dato, grazie per tutto il bene che hai fatto!».

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Un “collega” genitore di scuola, Virgilio Vardanega: «[…] meravigliosa figura di Donna, di Sposa, di Madre e di Credent
e,
quale è apparsa a tutte le persone sensibili. Intuirne le doti straordinarie era assai facile. Assai meno, valutare l’intensità e la vera natura di quella forza interiore che moltiplicava le fragili risorse fisiche permettendole di affrontare volontariamente e senza alcuno sforzo apparente né il minimo senso di contrarietà, vicende assai gravi e impegnative a cui soltanto una generosità addirittura impensabile impediva una facile ricusazione».

Il nostro amico David Mirsky: «Dall’Atlantico, 13 aprile 1991. Caro Paolo, […] sto viaggiando su un cargo polacco verso la Francia […] Ricordi che fu a casa vostra a Inverigo, subito dopo la Pasqua del 1971, che scoprimmo che Susan era incinta di Elena? Susan non si sentiva bene e Anna Maria capì il perché, e fece una quantità di decotto di riso per sistemarle lo stomaco e fu così dolce con lei e allegra con noi. Susan non ha mai dimenticato quel senso di gioia, e l’abbiamo provato di nuovo quando tornammo da voi nel 1983 […] quante risate […] e Anna Maria che si dava da fare per badare a tutti […]. Come siamo stati fortunati ad aver avuto questi brevi contatti con lei e come ci resta vivida la sua figura […]. Prima di coricarmi, questa notte, andrò fuori sul ponte e guarderò le stelle e dirò una preghiera a lei. So che una di quelle belle scintille di luce nel profondo, morbido cielo mi sembrerà un po’ più luminosa, come la luce che lei ha lasciato per tutti noi». David ha un profondo senso poetico della vita ed è ebreo; forse, nel chiudere questa lettera ricordava Daniele 12, 3: «I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre».

Un’amica del nostro paese, Milena Bellù: «Ci si vedeva così, per caso, o dal prestinaio o davanti alla posta e ci si parlava in fretta perché per noi casalinghe era sempre tardi e si rimpiangeva di non aver tempo sufficiente per scambiare più a lungo i nostri pensieri. Comunque, erano momenti intensi, sempre illuminati dal suo sorriso, momenti donati da lei con gioia per la sua disponibilità sempre attenta e piena di discrezione e rispetto. […] Dopo la morte di mio marito, la sua vicinanza divenne tangibile; mi telefonava, veniva a trovarmi nonostante avesse mille cose da sbrigare, e riusciva a consolarmi. «Devo scappare, adesso, mi diceva, ma stai certa che noi preghiamo per Felice, ti ricordiamo sempre»».